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Il tempo della relazione

  

OIDA, perchè dietro ogni parola del greco antico c'è quasi sempre una storia, un modo di comunicare connaturato in un'azione concreta, un modo di vedere il mondo, condividerlo ed esprimerlo agl'altri per tradizione e cultura. Se  la massima Chi legge sa molto, ma chi osserva sa molto di più di Alexander Dumas figlio custodisce un fondo di verità ciò vale sicuramente di più per le professioni educative. La grammatica della lingua greca antica conferisce ad oida il significato di io so, ma non morfologicamente, perché, pur assumendolo, esso non è un tempo presente bensì il perfetto terzo o anche detto 'fortissimo' che equivale al passato prossimo italiano del verbo orao che significa vedere, osservare. L'accezione quindi di sapere avrebbe origine dal protrarsi dell'atto di chi osserva, motivo per cui il perfetto oida esprime: 'so perché ho visto', presupposto inalienabile di ogni azione pedagogica fondata appunto sull'acquisizione di una conoscenza in continua evoluzione, imprescindibile dall'osservazione ecologica costante, dall'ascolto e dalla relazione con l'altro. Da questo antico retaggio legittimamente ricondotto alla figura del pedagogista, deriva la scelta del nome di questa realtà formativa, culturale e professionale, per quanti si sentano naturalmente inclini e motivati ad inserirsi nella dimensione pedagogica con gli strumenti adeguati, ma soprattutto con la pazienza costante e consapevole di fermarsi ad osservare, così come esige il tempo della relazione.

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