Di Alberto Oliverio
Il rapido sviluppo delle neuroscienze ha indicato come numerosi aspetti del comportamento rispecchino le caratteristiche del sistema nervoso e come fare esperienze dipenda dall’interazione tra numerose funzioni cerebrali. Conoscere come funziona il cervello può tradursi in un migliore processo educativo, specialmente durante la maturazione nervosa dove si intrecciano fattori genetici ed esperienziali.
Al centro della neuropedagogia è il principio della plasticità neuronale: il cervello modifica la sua struttura sulla base degli stimoli ambientali e dell’esperienza. Questo concetto è fondamentale per chi segue corsi riconosciuti MIUR (MIM) per elevare la qualità della propria proposta didattica.
Il Ruolo della Motricità nello Sviluppo e nell’Apprendimento
Un aspetto cruciale per la formazione docenti ed educatori è il ruolo della motricità. Le funzioni motorie sono fortemente rappresentate sia nella corteccia cerebrale che nelle strutture sottocorticali.
- Mente Infantile e Concretezza: La maturazione delle aree superiori (linguaggio e pensiero complesso) parte dalle esperienze tattili e motorie.
- Tappe dello Sviluppo: Dalla “presa di precisione” (opporre indice e pollice) alle memorie procedurali, il bambino costruisce “copioni” (script) motori che sono l’ordito delle successive attività della mente.
- Corpo e Linguaggio: Gli apprendimenti linguistici nascono da sequenze motorie degli organi vocali. Come ricordava Maria Montessori, esiste un legame inscindibile tra motricità e pensiero.
Funzioni Esecutive: Strategie per i Corsi per Insegnanti ed Educatori
Le funzioni esecutive sono fondamentali per la gestione dei compiti e si basano su una triade funzionale (modello di Friedman e Miyake):
- Inibizione: Capacità di sopprimere informazioni non pertinenti.
- Flessibilità mentale: Passare da un’operazione mentale a un’altra.
- Aggiornamento: Modifica dei contenuti della memoria di lavoro.
Queste componenti divengono autonome solo dopo i 5 anni. È importante che gli aggiornamenti di docenti ed educatori tengano conto del fatto che il doppio codice (verbale e visivo) entra in funzione solo dopo i 7 anni, consolidandosi definitivamente nell’adolescenza.
L’Attenzione nel Processo Educativo
L’attenzione selettiva matura lentamente. Un bambino piccolo ha una labilità attentiva legata all’immaturità della corteccia frontale e dei meccanismi di motivazione.
Tempi di attenzione per fascia d’età
- 6-7 anni: la distrazione compare dopo circa 15 minuti.
- 15-16 anni: la capacità di prestare attenzione dura circa 30-45 minuti.
Per favorire l’apprendimento è necessario utilizzare esperienze brevi, alternare codici sensoriali e favorire un ruolo attivo dello studente. Fattori come l’ansia o l’eccessivo bombardamento di messaggi rapidi (TV, videogiochi) possono interferire pesantemente con la capacità di concentrazione.
Strategie Didattiche
Le neuroscienze indicano strategie concrete per potenziare le funzioni esecutive a scuola:
- Attività Fisica Aerobica: 15-20 minuti di corsa migliorano la concentrazione. Sarebbe auspicabile anticipare l’ora di educazione fisica o fare brevi pause attive.
- Apprendimento Recitato: Tecnica dell’Università di Ulm che sfrutta la robustezza delle memorie motorio-procedurali rispetto a quelle semantiche. Recitare vocaboli accompagnandoli con gesti migliora le prestazioni fino a tre volte.
- Esecuzione Musicale: Migliora le funzioni cognitive accelerando la maturazione della corteccia cingolata e favorisce la coesione sociale.
Conclusioni
Un approccio neuroscientifico all’educazione non sostituisce la pedagogia, ma offre a genitori e docenti conoscenze concrete su come il cervello elabora l’esperienza, traducendosi in un migliore processo formativo.
Bibliografia
1 Oliverio A. La mente in azione. Il ruolo della motricità nei processi di rappresentazione mentale. In Montessori Centenary Conference 1907-2007, Vita dell’Infanzia, 56, 27-34, 2007. Oliverio A. Il cervello che impara, Giunti, 2017.
2 N.P. Friedman e A. Miyake Unity and diversity of executive functions: Individual differences as a window on cognitive structure. Cortex doi.org/10.1016/j.cortex.2016.04.023
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4 Kiefer, M., & Trumpp, N. M. (2012). Embodiment theory and education: The foundations of cognition in perception and action. Trends in Neuroscience and Education, 1, 15-20.
5 Santoianni, F. (2007). Bioeducational Perspectives on Adaptive Learning Environments, 83-96. In F. Santoianni, & C. Sabatano (Eds.), Brain Development in Learning Environments. Embodied and Perceptual Advancements. Cambridge: Cambridge Scholars Publishing.



